Anna Banfi1-set-2021

Visita medica a distanza: la nuova frontiera della sanità

La pandemia sta accelerando la trasformazione digitale in sanità. Le piattaforme connesse e collaborative diventano un vero e proprio pilastro del patient journey e dei rapporti tra strutture, medici e pazienti. La telemedicina, entro cui rientra il tema della visita medica a distanza (o televisita), è uno trend più forti e urgenti della sanità digitale, data la necessità di ridurre il più possibile i contatti personali e assicurare, al tempo stesso, un incremento qualitativo dell’assistenza ai cittadini.

Visita medica a distanza, un trend in forte ascesa

Di visita medica a distanza, che rientra nel mare magnum della telemedicina, si parla ormai da anni. Le ultime informazioni relative alla sua adozione in Italia manifestano una discreta frattura tra un buon utilizzo e interesse da parte dei medici e un impiego ancora modesto da parte dei pazienti, nonostante la tecnologia disponibile consenta tale attività senza alcun limite. Per quanto concerne i primi, in era pre-Covid solo il 13% dei medici specialisti e il 10% dei MMG (Medici di Medina Generale) si avvalevano dello strumento della visita medica a distanza, mentre ora ci posizioniamo al 39% su entrambe le categorie (fonte: Osservatorio Innovazione in Sanità, PoliMI). Ancor più interessanti sono le prospettive future, poiché l’interesse a usarlo riguarda il 64% degli specialisti e il 66% dei MMG. Se alla televisita, definita dal Ministero della Salute come un “atto sanitario in cui il medico interagisce a distanza con il paziente” che può dare adito a diagnosi e prescrizione di cure, si aggiunge il teleconsulto, che invece è principalmente una consulenza a distanza tra medici, gli indici diventano ancor più positivi: al momento quest’ultimo strumento è impiegato dal 47% degli specialisti e dal 39% dei MMG, ma interessa già 8 medici su 10.

Il rovescio della medaglia, se così lo si può definire, è la diffusione dello strumento tra i cittadini, cioè il suo impiego concreto: secondo l’Osservatorio, la visita medica a distanza (televisita) con lo specialista è impiegata solo dall’8% del campione preso in esame. Il dato positivo è la prospettiva futura, poiché l’interesse raggiunge anche il 90%, ed è quindi fondamentale approfittare dell’accelerazione digitale portata dalla pandemia non solo per aggiornare l’architettura tecnologica delle strutture sanitarie, abilitandole a modalità esecutive smart per le proprie attività, ma anche per cambiare i processi sottostanti e una cultura molto radicata, che potrebbe agire da freno nei confronti dell’innovazione.

La tecnologia a supporto delle televisite: semplice, collaborativa e smart

La tecnologia capace di abilitare una visita medica a distanza esiste, è efficace ed è un elemento cardine della sanità digitale. A ben vedere, oggi la stragrande maggioranza delle aziende (non sanitarie) utilizza strumenti collaborativi e smart a supporto di nuovi paradigmi lavorativi: piattaforme di comunicazione unificata, strumenti di collaboration, video-call ormai quotidiane e molto altro. Rispetto a tali piattaforme, lo strumento della visita medica a distanza è ciò che si definisce una “verticalizzazione”, uno strumento ad hoc che si basa sui pilastri di solidità, affidabilità e ricchezza di funzioni della piattaforma collaborativa e vi aggiunge caratteristiche specifiche in funzione del ruolo che ricopre.

Nella fattispecie, un’ottima piattaforma per le televisite può essere integrata con i sistemi informativi della struttura sanitaria, da cui riceve le prenotazioni e tutte le informazioni condivise dai pazienti in sede di prenotazione online, come sintomi, potenziale patologia, farmaci assunti ecc. La piattaforma gestisce gli appuntamenti, le code e, all’orario stabilito, mette in comunicazione (multicanale) il medico con il paziente, permettendo loro di scambiarsi messaggi, interagire in video e a voce, con condivisione di informazioni e anche di documenti come le ricette mediche. L’aspetto della condivisione, inoltre, è fondamentale perché può andare ben oltre alla sfera documentale: nel 2021, è possibile trasferire in tempo reale dal paziente al medico dati di rilevanza clinica acquisiti da strumenti elettromedicali connessi o, più comunemente, da dispositivi wearable per il fitness e la salute.

Infine, ma non ultimo a livello di importanza, occorre affrontare il tema della user experience, che soprattutto dal punto di vista del paziente deve essere estremamente intuitiva e immediata. Il semplice “obbligo” di scaricare un’applicazione dedicata nello smartphone potrebbe limitare il successo dell’iniziativa: al suo posto, meglio optare per soluzioni che funzionano tramite browser web, così da poter fornire al paziente un semplice link per accedere allo Studio medico e interagire con gli specialisti.

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Anna Banfi

25 anni di esperienza a 360° nell’ area Marketing e Comunicazione di multinazionali italiane ed estere del settore ICT hanno consolidato in me la convinzione di come la tecnologia al servizio dell’uomo possa davvero cambiare e migliorare la qualità della nostra vita e contribuire concretamente allo sviluppo delle nostre comunità. Ed in particolare la tecnologia per comunicare che mette in relazione le persone, ne facilità l’incontro e la collaborazione a vari livelli in un contesto sistemico ed in un’ottica sempre più mobile e green.

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