Anna Banfi24-feb-2021

Remote working e PMI, gli strumenti per il new normal

Remote working e PMI rappresentano un connubio che nel 2020 è diventato normale. Sebbene, infatti, l’espressione maggiormente utilizzata l’anno scorso sia stata quella di smart working, senza una gestione professionale del remote working il lavoro “agile” non avrebbe le gambe su cui camminare. Mentre il primo si riferisce all’insieme di strumenti e processi organizzativi con i quali spostare l’asse della collaborazione da una modalità ufficio-centrica a una che può svolgersi dappertutto, il remote working per le PMI si focalizza sulle tecnologie che abilitano questo nuovo approccio. Un approccio che presumibilmente non costituirà un’eccezione nel new normal che, prima o poi, subentrerà all’attuale crisi pandemica. Sarà il modello dominante per tutte le aziende, comprese perciò anche le piccole e medie imprese la cui percentuale, in Italia, è di gran lunga la più numerosa del tessuto economico. Ecco perché è importante identificare quali sono gli strumenti essenziali che rendono possibile il remote working.

Perché il cloud è la base del remote working delle PMI

Il primo strumento che per il remote working delle PMI non potrà mancare in futuro è il cloud computing. Pur trattandosi di un paradigma di erogazione delle risorse informatiche i cui scopi non si esauriscono soltanto nel permettere il lavoro a distanza, il cloud possiede alcune caratteristiche che lo candidano “naturalmente” a supportare il remote working. Anzitutto, perché consente di comunicare e attingere ai dati aziendali senza alcun vincolo di spazio. Basta avere una connessione e i dipendenti possono condividere informazioni tra di loro o con persone esterne. In secondo luogo, il cloud risolve alla radice il freno dei costi infrastrutturali che in precedenza ha impedito alle piccole e medie imprese di innovare i propri sistemi tecnologici per via di investimenti ritenuti eccessivi per le loro capacità finanziarie. Il cloud, infatti, sostituisce nell’IT il concetto di servizio a quello di prodotto, spostando il modello di spesa dal Capex all’Opex e, quindi, ampliando enormemente la platea dei potenziali utilizzatori di tecnologia “as a Service”.

L’UCaaS, ovvero la piattaforma che serve nel new normal

Il secondo strumento, alla luce di quanto ricordato sopra, è una soluzione UCaaS (Unified communications as a service). Si tratta di una piattaforma che, facendo leva sul cloud, integra tutti i principali canali di comunicazione in un unico software utilizzabile sia su desktop sia come app su smartphone e tablet. Una delle difficoltà più diffuse nella gestione del remote working per le PMI è stata quella di avere una pluralità di applicazioni suddivise per i vari touchpoint: una per la voce, un’altra per le video call, un’altra ancora per i meeting aziendali, un’applicazione per la condivisione di file e documenti. Con un dispendio di tempo che ha avuto ricadute sui livelli di produttività del personale, mentre ha significato un aggravio di costi per le organizzazioni. I sistemi UCaaS, al contrario, semplificano l’employee journey e, di conseguenza, il lavoro svolto a distanza, oltre a introdurre economie di scala che ne rendono conveniente l’adozione per le aziende.

L’importanza del vendor nel remote working per le PMI

Il terzo fattore per il remote working delle PMI non è uno strumento, bensì la condizione necessaria affinché i due strumenti citati in precedenza possano essere sfruttati appieno. È la scelta del fornitore della soluzione UCaaS migliore in termini di performance, affidabilità e costi. Durante le varie fasi di lockdown il ricorso a tool di collaboration e communication non sempre all’altezza ha creato due ordini di problemi. Ha complicato, invece di facilitarlo, il flusso di lavoro a causa di prestazioni talvolta scadenti, perfino quando non dipendevano dalla qualità della connessione. Inoltre, ha esposto i dati aziendali a rischi di violazione o a profili di compliance carenti che, alla lunga, possono compromettere l’integrità delle informazioni e dei sistemi. Optare, quindi, per strumenti performanti e che garantiscano livelli di sicurezza adeguati è la strada maestra per affrontare il new normal con il remote working adatto alle PMI. Il che porta alla conclusione che bisogna selezionare attentamente i vendor UCaaS leader di mercato.

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Remote working e PMI

Anna Banfi

25 anni di esperienza a 360° nell’ area Marketing e Comunicazione di multinazionali italiane ed estere del settore ICT hanno consolidato in me la convinzione di come la tecnologia al servizio dell’uomo possa davvero cambiare e migliorare la qualità della nostra vita e contribuire concretamente allo sviluppo delle nostre comunità. Ed in particolare la tecnologia per comunicare che mette in relazione le persone, ne facilità l’incontro e la collaborazione a vari livelli in un contesto sistemico ed in un’ottica sempre più mobile e green.

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