Armando Capone 26-ago-2020

Piattaforma e-learning: come scegliere la migliore

La piattaforma e-learning ha assunto un ruolo centrale nel periodo del lockdown. Con il mondo della scuola che si è ritrovato all’improvviso nell’impossibilità di fare lezione in presenza e quello delle imprese che, dall’oggi al domani, ha dovuto fare i conti con uno smart working di massa, la piattaforma e-learning è diventata uno strumento indispensabile. Non che prima della quarantena non la si adoperasse o non si conoscessero i suoi benefici, ma l’emergenza ha mostrato con più chiarezza l’importanza di alcune caratteristiche che ne determinano la minore o maggiore efficacia. Perciò, venute meno le restrizioni in materia di distanziamento sociale, la scelta di quella migliore deve essere improntata a criteri e funzionalità imprescindibili. Rientrano fra questi, requisiti fondamentali di semplicità d’uso, integrazione nel digital workplace, interoperabilità con le altre applicazioni, scalabilità e sicurezza. Analizziamo in dettaglio ciascuna di queste 5 peculiarità.

1. La piattaforma e-learning dev’essere consumer-oriented

Il lockdown ha impresso una forte accelerazione all’impiego di dispositivi in modalità BYOD (bring your own device) e alla selezione improvvisata di sistemi di comunicazione e collaborazione che tamponassero la situazione in cui ci si è venuti a trovare. Questo ha riguardato anche la piattaforma e-learning con cui l’HR gestisce solitamente la fase di onboarding del nuovo personale e la formazione continua rivolta ai dipendenti. In sostanza, il suo essere user-friendly ormai è una precondizione necessaria per realizzare quello che Gartner, a proposito del digital workplace, definisce lo stile consumer-oriented.

2. L’integrazione nel digital workplace dell’azienda

A meno che non sia implementata in contesti di didattica formale come scuole e università, una piattaforma e-learning a disposizione delle aziende deve coincidere con il sistema che abilita al digital workplace. In altri termini, non si aggiunge quale ennesimo canale a quelli di communication & collaboration che consentono in maniera integrata di avviare chat, call e video conference, oltre a rendere possibile il team working, la condivisione dello schermo e il file sharing. Sfrutta queste funzionalità per lo scopo specifico sia del lifelong learning sia per la formazione inerente il lancio di nuovi prodotti e tutte le altre attività promosse dall’azienda che richiedono un allineamento dei collaboratori. Questo approccio contribuisce a creare una cultura del posto di lavoro digitale all’interno delle aziende che hanno intrapreso questa forma di collaborazione interna e verso l’esterno.

3. A cosa serve l’interoperabilità con le altre app

L’efficacia della piattaforma e-learning dipende anche dalla sua capacità di connettersi ai sistemi legacy, a business app quali ERP e CRM, alle suite di produttività. La ragione è duplice. Anzitutto, una piattaforma e-learning attivabile immediatamente, e che magari è collegata con i calendar di Google o di Outlook, fa risparmiare tempo e ottimizza l’employee journey. In secondo luogo, pone concettualmente la formazione come processo che ha pari dignità rispetto agli altri in cui è impegnato il dipendente. Se, infatti, richiedesse un’applicazione che nulla ha in comune con quelle abituali, marcherebbe una netta separazione tra lavoro ed education.

4. Perché conviene una piattaforma e-learning scalabile

Quante persone devono accedere alla formazione? Possono provenire da team differenti? Si possono creare gruppi eterogenei per sessioni formative diverse? Una piattaforma e-learning deve supportare non solo le esigenze summenzionate, ma un’ampia gamma di possibilità dettata dalla pianificazione a breve e medio-lungo periodo predisposta dall’HR. A tale scopo, per esempio, un’infrastruttura flessibile e scalabile, eventualmente cloud-based e offerta in chiave as-a-service, verrebbe incontro a oscillazioni significative nel numero dei partecipanti, consentendo fra l’altro di parametrare i costi in funzione dell’utilizzo effettivo della piattaforma.

5. La sicurezza che non può mancare

Se una piattaforma e-learning possedesse tutte le caratteristiche finora elencate, ma fosse lacunosa dal punto di vista della sicurezza, verrebbe meno un elemento cardine. La rilevanza di questo fattore, con l’esplosione dei meeting a distanza e delle videoconferenze a cui si è assistito nei mesi scorsi, è balzata all’attenzione a causa soprattutto delle tante violazioni subite in occasione delle tante riunioni online. Per questo una piattaforma e-learning deve garantire un modello di data encryption e standard rigorosi di compliance in materia di privacy, GDPR in primis, che mitighino il rischio di cyber attack, le intrusioni indebite e la perdita di dati aziendali.

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Armando Capone

Dal 2008 è in Avaya con l’incarico di guidare il gruppo degli specialisti di sales engineering che, in Sud Europa, supportano il team di vendita e l’ecosistema dei partner verso le soluzioni più innovative per i principali mercati verticali. Si forma nell’ambito delle tecnologie dell’informazione all’interno di importanti aziende del settore come Gepin e Olivetti, si dedica a progetti nell’ambito delle applicazioni di Office Automation e di Contact Management per le principali realtà dello scenario economico e industriale italiano. Dal 2000 grazie all’esperienza in Ericsson prima ed in Avaya poi, affronta i temi specifici delle comunicazioni nelle aziende, con particolare focalizzazione sui processi e le tecnologie di Customer Management.

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