Armando Capone 8-lug-2020

Perché la team collaboration rivoluziona il modo di lavorare

Le soluzioni di team collaboration sono ormai una realtà che nelle aziende, anche in seguito a un fenomeno come la pandemia, tenderà ad aumentare esponenzialmente. Gartner ha previsto che in questo ambito il mercato globale dovrebbe quasi raddoppiare nell’arco di 5 anni, dai 2,7 miliardi di dollari del 2018 ai 4,8 miliardi entro il 2023. Un calcolo fatto prima dell’emergenza coronavirus e che, quindi, dovrà essere aggiornato al rialzo. Così come quello riguardante l’utilizzo di social e tool di team collaboration fra i dipendenti che, secondo un sondaggio della stessa società di analisi, vede il 58% degli intervistati adoperare quotidianamente app di messaggistica mobile istantanea e il 45% i social media. Ma la vera rivoluzione guidata dai collaboration tool ha a che fare con il lavoro di squadra, una rivoluzione che si sta adeguando al profondo mutamento nell’assetto dei team e, di conseguenza, nella modalità di gestire il team working. Esaminiamo in che cosa consiste questa trasformazione.

Migliorare workflow nei team interni, garantire compliance all’esterno

Gli strumenti di team collaboration aziendale comprendono diverse funzionalità come chat, audio e video conference con centinaia di partecipanti, gestione delle attività, condivisione di post e documenti, registrazione e tanto altro. Questo insieme di strumenti si presta a supportare le attività di gruppo sia all’interno sia all’esterno dell’azienda. All’interno, perché consente di creare gruppi abbinati ai progetti, alle aree funzionali o a specifici argomenti; all’esterno, in quanto semplifica la comunicazione e la collaborazione con soggetti che non appartengono alla cerchia dei dipendenti aziendali, ma che possono essere coinvolti nelle attività in veste di consulenti, fornitori oppure ospiti temporanei da inivitare attraverso una semplice condivisone di un link di accesso. Questo ecosistema per essere efficace deve garantire soluzioni specifiche ad ogni persona appartenente a questa comunità, realizzando la convergenza degli strumenti di team collaboration con le piattaforme social, le applicazioni aziendali, l’IoT e la mobilità ed integrare realmente le comunicazioni nei processi di business. Il tutto consentendo ad ognuno di utilizzare i propri strumenti di comunicazione costruendo delle App che in questo modo rispondono esattamente alle specifiche necessità di ogni utente. I collaboration tool sviluppati a livello aziendale devono assolvere inoltre ai requisiti di compliance e sicurezza necessari affinché qualsiasi relazione con gli stakeholder non violi la privacy dell’interessato o, peggio ancora, sia fonte di vulnerabilità dal punto di vista della cybersecurity.

L’importanza della team collaboration per la generazione dei millennial

Il trend di crescita delle soluzioni di team collaboration è parte integrante di una rivoluzione più ampia, quella che registra una diffusione incrementale dei millennial tra il capitale umano delle aziende. Entro il 2025, i nati tra gli inizi degli anni Ottanta e la fine dei Novanta dovrebbero arrivare a costituire il 75% della forza lavoro mondiale. Un cambiamento che pone al centro dinamiche e aspettative che rompono con le consuetudini del passato. Già adesso, infatti, la loro presenza nelle organizzazioni sta contribuendo a svecchiare le prassi abituali nei metodi di collaborazione. Secondo un recente sondaggio condotto da Facebook, il 38% della generazione Y sostiene che collaboration tool obsoleti impediscono alle aziende di innovare. Tanto che il 40% di loro pagherebbe di tasca propria pur di avere a disposizione tecnologie adeguate negli ambienti di lavoro. Se ne ricava che le imprese che offrono strumenti collaborativi moderni hanno una leva strategica in più per le politiche di talent acquisition e retention.

Il ruolo degli strumenti di collaborazione a supporto dello smart working

Infine, va considerato il rilievo assunto oggi dallo smart working, inteso non soltanto come modello di svolgimento delle proprie mansioni al di fuori degli uffici e degli stabilimenti, ma come estensione potenzialmente illimitata del perimetro aziendale. Per questo i collaboration tool si appoggiano generalmente a piattaforme public cloud resilienti e sicure che permettano ai team di comunicare e condividere idee a prescindere dalla loro collocazione geografica sfruttando semplicemente un accesso ad Internet. Inoltre le nuove piattaforme per la team collaboration consentono agli utenti di utilizzare in maniera trasparente i propri device personali oppure apparati di video conference da sala. Un’esigenza che, a causa della quarantena imposta in diversi Stati per contenere il virus, è emersa in modo preponderante, ma che è dettata innanzitutto da assetti organizzativi sempre più fluidi e globalizzati. La possibilità di partecipare a video conference collettive con un semplice click e senza il bisogno di installare applicazioni sul proprio device, di chattare in tempo reale e di scambiarsi file durante una riunione di lavoro elimina i vincoli di prossimità e, cosa non meno importante, abbatte i costi di trasferta nonché quelli associati a canali di comunicazione tradizionale. Con risultati in termini di produttività che giustificano l’adozione crescente dei collaboration tool nelle aziende più avvedute.

 

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Armando Capone

Dal 2008 è in Avaya con l’incarico di guidare il gruppo degli specialisti di sales engineering che, in Sud Europa, supportano il team di vendita e l’ecosistema dei partner verso le soluzioni più innovative per i principali mercati verticali. Si forma nell’ambito delle tecnologie dell’informazione all’interno di importanti aziende del settore come Gepin e Olivetti, si dedica a progetti nell’ambito delle applicazioni di Office Automation e di Contact Management per le principali realtà dello scenario economico e industriale italiano. Dal 2000 grazie all’esperienza in Ericsson prima ed in Avaya poi, affronta i temi specifici delle comunicazioni nelle aziende, con particolare focalizzazione sui processi e le tecnologie di Customer Management.

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