Armando Capone 2-lug-2020

L’importanza di misurare l’engagement aziendale

Il rilievo che l’engagement aziendale, cioè la capacità di coinvolgimento attivo della forza lavoro, assume per le organizzazioni è ampiamente noto. Tra i tanti studi in proposito, si possono citare quelli di Gallup, che dal 2000 propone ricerche per misurare l’engagement aziendale. La società di consulenza con sede a Washington da tempo indaga sulla relazione tra il coinvolgimento dei dipendenti e i risultati di performance quali redditività, produttività, percezione da parte della clientela ed employee turnover. Proprio di recente ha scoperto che la percentuale dei lavoratori “engaged”, nonostante l’epidemia, ha raggiunto negli Stati Uniti la cifra record del 38%, la più alta da quando Gallup ha avviato questo tipo di analisi. La spiegazione risiede nel fatto che, a fronte della perdita di occupazione di 30 milioni di persone, chi ancora ha un impiego si sente fortunato e, quindi, più “ingaggiato”. Parallelamente l’engagement aziendale è aumentato perché le imprese si sono sforzate nell’offrire strumenti e tecnologie soprattutto per supportare lo smart working.

L’employee journey e l’engagement aziendale

Prima della pandemia, l’importanza dei tool digitali per rendere agile la comunicazione e la collaborazione all’interno delle organizzazioni era stata ampiamente accertata. Gartner, per esempio, fin dal 2018 aveva previsto che il mercato delle soluzioni di workstream collaboration avrebbe raggiunto i 4,9 miliardi di dollari entro il 2021 e che entro il 2022 il 70% dei team avrebbe adottato queste tecnologie nel proprio flusso di lavoro quotidiano. È probabile che tale previsione dovrà essere aggiornata al rialzo. Infatti, lo spostamento forzato di milioni di dipendenti, avvenuto durante la quarantena, verso un modello remoto di svolgimento delle loro mansioni ha messo sotto i riflettori lo stretto legame tra l’efficienza e la qualità dell’employee journey. Alla base dell’engagement aziendale, in altri termini, ci deve essere una piattaforma integrata che comprenda chat, audio e video conference, task management, condivisione di post e di documenti. Solo così l’utente può disporre di una dashboard univoca che non lo costringe a passare da un’applicazione all’altra nel corso del suo journey.

Perché i sistemi UCCaaS ottimizzano il team working

Il vantaggio ulteriore di questa tipologia di piattaforma è quello di facilitare le attività dei team. Analogamente a quanto avviene con i Social Network mediante la creazione di gruppi che ruotano attorno ai medesimi interessi, gli strumenti evoluti di Unified Communication & Collaboration (UCC) consentono alle imprese di razionalizzare l’organizzazione di spazi virtuali per il team working. In particolare, se si tratta di UCCaaS, cioè di architetture as a service che sfruttano il cloud, ogni riunione può avvenire da qualsiasi device, collegandosi in video, chattando e scambiando file inerenti i progetti comuni. Con la differenza, rispetto ai meeting tradizionali, che ottimizzano i tempi dei diretti interessati e fanno risparmiare l’impresa. Un rapporto del 2019 condotto da Doodle ha studiato 19 milioni di incontri su un campione di oltre 6.500 professionisti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Si è scoperto che il costo di incontri mal organizzati raggiungerebbe i 399 miliardi di dollari negli USA e i 58 miliardi di dollari nel Regno Unito.

Misurare l’engagement aziendale grazie ai dati

Se i calcoli effettuati nella ricerca citata sopra si possono basare su dati economici oggettivi (spese di trasferta in primis, che vengono abbattute drasticamente), anche per misurare l’engagement aziendale occorre avere a disposizione degli indicatori chiave. Non bastano, cioè, le classiche survey periodiche sulla soddisfazione dei dipendenti affiancate da altri parametri come la percentuale di assenteismo e di malattia o i tassi di turnover del personale. Le soluzioni UCCaaS offrono agli HR Manager un punto di osservazione privilegiato grazie un ricco dataset che raccoglie tutto quello che accade in una giornata lavorativa: dai tempi necessari per l’onboarding alla partecipazione più o meno estesa alle sessioni di gruppo, fino ai livelli di produttività in crescita o in calo a seguito dell’utilizzo della piattaforma digitale. La struttura degli hub di comunicazione e collaborazione, infatti, si fonda sulla tracciabilità di tutte le interazioni. Il che comprende anche una serie di insight funzionali ad avere un quadro attendibile dell’engagement aziendale.

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Armando Capone

Dal 2008 è in Avaya con l’incarico di guidare il gruppo degli specialisti di sales engineering che, in Sud Europa, supportano il team di vendita e l’ecosistema dei partner verso le soluzioni più innovative per i principali mercati verticali. Si forma nell’ambito delle tecnologie dell’informazione all’interno di importanti aziende del settore come Gepin e Olivetti, si dedica a progetti nell’ambito delle applicazioni di Office Automation e di Contact Management per le principali realtà dello scenario economico e industriale italiano. Dal 2000 grazie all’esperienza in Ericsson prima ed in Avaya poi, affronta i temi specifici delle comunicazioni nelle aziende, con particolare focalizzazione sui processi e le tecnologie di Customer Management.

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