Oslo University Hospital

ARGOMENTO : Efficienza del Team
100 - 2.499 dipendenti
Networking

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Oslo University Hospital

Benefici

Miglior Servizio al Clienti
Costi ridotti
Miglior Produttività

L’AVAYA VIRTUAL ENTERPRISE NETWORK ARCHITECTURE TRASFORMA LE FUNZIONALITÀ DI RETE DEL PIÙ GRANDE OSPEDALE DI NORVEGIA

L’Oslo University Hospital è nato dalla fusione di tre ospedali locali. Perché la fusione funzionasse, era necessario creare una rete comune in grado di supportare, segmentare e trasportare i servizi.
 
Alla fine degli anni ‘90, il governo norvegese diede avvio a un’iniziativa di raggruppamento delle proprie autorità sanitarie locali. L’obiettivo era centralizzare le funzioni non mediche di back-office mediante la creazione di efficienze operative e la standardizzazione dei livelli di servizio. Questa politica ha creato quattro autorità sanitarie regionali, di cui l’Oslo University Hospital è l’ospedale più grande e influente, creato nel 2010 dalla fusione dei tre enti sanitari di Oslo: l’Aker University Hospital, il Rikshospitalet University Hospital e l’Ullevål University Hospital. Il complesso nato dalla fusione conta 20.000 dipendenti e opera in 40 sedi. Ha un budget operativo annuo di 2,2 miliardi di euro e, oltre alla cura dei pazienti e ai servizi di emergenza, concentra al suo interno la maggior parte della ricerca medica del Paese.
 
Sykhuspartner IKT è una divisione dell’autorità sanitaria regionale della Norvegia sud-orientale e offre servizi IT a tutti gli ospedali della regione, compreso l’Oslo University Hospital.

“Possiamo accendere e spegnere l’Enterprise Fabric quando vogliamo, senza che influisca su nulla, se non lo desideriamo. Possiamo implementarlo sulla vecchia rete, lasciarlo funzionare, verificare che tutto proceda bene e poi effettuare il cambiamento.” 

Espen Holthe, ingegnere di rete, Sykehuspartner IKT

Supporto, segmentazione e trasporto dei servizi

Una delle sfide più importanti affrontate nella fusione è stata la creazione di una rete standard per tutti i tre ospedali. Se lo scopo della fusione era ottenere efficienze, era necessario offrire un’esperienza utente standard, sia ai pazienti che al personale. I dirigenti avevano la necessità di condividere procedure consigliate, estendere l’innovazione, mettere in collegamento specialisti situati in sedi diverse e creare flessibilità lavorativa.
 
In termini di risultati, l’obiettivo era creare un desktop comune, un archivio elettronico comune dei pazienti, un unico sistema per i laboratori e la radiologia, ecc. I sei centri dati, due per ogni ospedale, si sarebbero accorpati in due sole sedi per l’intero gruppo. “Avevamo bisogno di una rete in grado di supportare, segmentare e trasportare questi servizi”, dichiara Espen Holthe, ingegnere di rete presso Sykehuspartner IKT. “Stiamo creando una nuova piattaforma per tutta la regione, non solo per Oslo”.
 
Il processo è iniziato collegando i singoli ospedali con un anello di fibra ottica. Considerando che i tre ospedali lavoravano con attrezzature collegate a diversi fornitori di rete e che la rete del Rikshospitalet aveva bisogno di un aggiornamento, Holthe afferma che non era più possibile rinviare una decisione importante sull’adozione di un nuovo standard. L’infrastruttura esistente era insostenibile.
 
Sykehuspartner IKT doveva soddisfare vari requisiti. Innanzitutto, i mezzi per l’integrazione dei tre ospedali dovevano essere robusti e sicuri. La rete doveva risultare poi di facile gestione e manutenzione, con la possibilità di introdurre nuovi servizi in maniera semplice e rapida.
 
“Questo è un ospedale, tutti i giorni prendiamo decisioni sulla vita e sulla morte. La nostra necessità più importante è una disponibilità elevata, il nostro obiettivo è annullare i tempi di inattività”, afferma Holthe. La preoccupazione era l’eventuale presenza di problemi in grado di diffondersi in rete, senza poterne tener traccia, influire sui componenti e rallentare le prestazioni. Era già successo altrove. “E non è l’ideale per gli ospedali”, afferma Holthe, cercando di minimizzare.
 
Sykehuspartner IKT contattò IPnett AS, un integratore di sistemi norvegese e partner da lungo tempo dell’Ullevål University Hospital, il più grande dei tre ospedali del gruppo appena formato. La coppia aveva già esperienza nella tecnologia Avaya IP VPN-Lite a supporto della virtualizzazione della nuova rete. IPnett AS suggerì una nuova soluzione non ancora presente sul mercato: la funzionalità Avaya VENA Enterprise Fabric, una soluzione basata sullo standard Shortest Path Bridging.

Un approccio da cauto a pionieristico

Holthe afferma che l’ospedale non è mai stato un precursore in materia di nuove tecnologie, in quanto intrinsecamente avverso ai rischi, ma è stato colpito dalla rilevanza della tecnologia Shortest Path Bridging, fulcro della soluzione Avaya VENA Enterprise Fabric, rispetto alla sfida particolare che si trovava ad affrontare l’Oslo University Hospital: “IPnett AS ci ha mostrato esempi in laboratorio e abbiamo immediatamente capito come e perché poteva esserci utile. Questa soluzione avrebbe creato un nucleo privo di loop che non necessitava di manutenzione, la configurazione era molto semplice e potevamo sovrapporre reti Layer-2 sul nucleo Layer-3”.
 
Lo Shortest Path Bridging è l’evoluzione naturale di Ethernet e permette un approccio nuovo e flessibile a infrastrutture di rete aziendali interconnesse e ad alte prestazioni. Standardizzato dallo IEEE, conserva le caratteristiche plug-and-play di Ethernet, riducendo la complessità dell’aggiunta di nuovi servizi. Dalla minore necessità di configurazione, deriva un numero minore di errori. L’Ethernet Routing Switch 8600 di Avaya che permette il funzionamento della funzionalità Avaya VENA Enterprise Fabric avrebbe garantito l’affidabilità end-to-end.
 
afferma che ciò si sarebbe tradotto in minori rischi e sforzi e tempi di reazione più rapidi. Avrebbe anche permesso la segmentazione delle nuove reti e lo sfruttamento dell’infrastruttura da parte di fornitori terzi. Costose apparecchiature mediche potevano essere supportate dalla rete, mentre prima erano affidate a reti overlay obsolete. “Ci sono stati casi in cui il personale IT è dovuto entrare in sala operatoria per aggiustare o scambiare macchine. Non va bene. Ora possiamo collegare le attrezzature con tutto il materiale che troveremmo in un moderno centro dati: backup di alimentazione, ridondanza”.
 
A quel punto, serviva la sicurezza che questa nuova tecnologia avrebbe funzionato in un ambiente reale, tra servizi critici. La tecnologia era così innovativa che non era possibile consultare casi simili; perciò si è deciso di proseguire con una serie di test presso il laboratorio IPnett AS e con Avaya a Valbonne, nel sud della Francia. I test riguardavano la configurazione, gli script e i progetti di basso livello. Comprendevano anche piani dettagliati di ripristino dello stato precedente.
 
“Conoscevamo i rischi, ma abbiamo ricevuto tantissimo aiuto da Avaya. Volevano che questa tecnologia, e noi, avessimo successo. Avevano ragione sul progetto”, afferma Holthe. “Noi fummo d’accordo a partecipare non appena fosse stato disponibile”.
 

Più rapido, più sicuro

La transizione iniziò alla fine del 2011, con l’aggiunta di nuovi servizi ogni mese. “Siamo partiti dal nucleo centrale e ci stiamo spostando verso l’esterno”, afferma Holthe. “Non era assolutamente possibile scegliere un approccio di tipo Big Bang, cambiando tutto in una notte, anche implementando tutti i piani di ripristino allo stato precedente, e considerando la facilità d’uso di Avaya VENA Enterprise Fabric”.
 
La facilità d’uso è stata fondamentale, dichiara, nella scelta della soluzione Avaya. “Possiamo accendere e spegnere l’Enterprise Fabric quando vogliamo, senza che influisca su nulla, se non lo desideriamo”, afferma Holthe. “Possiamo implementarlo sulla vecchia rete, lasciarlo funzionare, verificare che tutto proceda bene e poi effettuare il cambiamento”.
 
Holthe afferma che la flessibilità della rete è già evidente. I cambiamenti devono essere applicati solo ai margini della rete, non al nucleo, velocizzando i tassi di completamento e riducendo i rischi. Il suo team è stato in grado di supportare lo spostamento fisico (sia del personale che delle attrezzature) dei cardiologi dei tre ospedali. Sono stati inoltre creati altri reparti specialistici in sedi diverse.
 
“In precedenza, eravamo stupiti dalla complessità di ciò e poco consapevoli dei rischi”, afferma. “Ora siamo più veloci e più sicuri di riuscire a completare il lavoro in maniera corretta”. Di conseguenza, l’atteggiamento del dipartimento è cambiato, trasformandosi in una mentalità possibilista. I cambiamenti possono realizzarsi ad hoc, piuttosto che aver bisogno di una programmazione anticipata di mesi.
 
Le terze-parti sono state portate sulla rete in maniera protetta, senza minacce per il core. Un servizio alberghiero in due delle sedi è in grado di fornire servizi agli ospiti dell’intera organizzazione. Allo stesso modo, un servizio di parcheggio, che in precedenza era organizzato in sistemi separati per ciascun ospedale, ora funziona in maniera trasversale. La facilità con la quale sono stati aggiunti questi servizi incoraggerà il management dell’ospedale ad aggiungerne di nuovi, afferma Holthe.
 
“Dovevamo impegnarci e aderire a un piano di lavoro specifico. Ora siamo in grado di vedere modi nuovi di metterlo a frutto”.

Ulteriori informazioni

Per ulteriori informazioni, contattare gli uffici commerciali Avaya sul territorio o un partner certificato Avaya Connect; per accedere ad altro materiale informativo visitate la Resource Library sul sito
 

SFIDE

  • Creare una rete condivisa che riunisca tre ospedali, estendendo la virtualizzazione della rete per supportare diversi gruppi di utenti, progetti, servizi e applicazioni
  • Ridurre la complessità, mantenere una disponibilità elevata e semplificare la possibilità del team IT di intervenire aggiungendo attività

VALORE AGGIUNTO

  • Capacità di implementare nuovi servizi in poche ore o minuti senza influenzare l’operatività di rete e le ore di manodopera, e riducendo complessità e rischi
  • Reti di servizi virtuali basate su Layer 2 e Layer 3 in grado di interconnettere postazioni arbitrarie in ciascuna delle tre sedi ospedaliere
  • Fornitura di una rete scalabile in grado di assorbire la crescita futura, nuove acquisizioni e servizi di terze-parti

SOLUZIONI

  • Funzionalità Avaya VENA Enterprise Fabric
  • Serie Ethernet Routing Switch 8000 di Avaya

Informazioni Sul Partner

IPnett AS è un fornitore leader nel mercato delle soluzioni per le comunicazioni e la sicurezza. Progettiamo, sviluppiamo e forniamo soluzioni infrastrutturali, di telefonia e sicurezza per aziende, imprese e organizzazioni pubbliche e private in tutti i Paesi scandinavi.

Informazioni Sull’azienda

La combinazione di una solida esperienza e prodotti leader sul mercato è stata fondamentale per il nostro successo. IPnett AS è stata fondata nel 1999. Oggi, la nostra sede centrale è a Oslo, con filiali a Stavanger, in Danimarca e Svezia, con un totale di 100 dipendenti. Collaboriamo con i più importanti fornitori internazionali, tra cui Avaya. Scegliendo IPnett AS, sarà possibile incontrare consulenti certificati con un’ampia esperienza nel settore. Sarà anche disponibile un team di persone competenti, creative ed entusiaste.

PROFILO CLIENTE
Oslo University Hospital Logo

La combinazione di una solida esperienza e prodotti leader sul mercato è stata fondamentale per il nostro successo. IPnett AS è stata fondata nel 1999. Oggi, la nostra sede centrale è a Oslo, con filiali a Stavanger, in Danimarca e Svezia, con un totale di 100 dipendenti. Collaboriamo con i più importanti fornitori internazionali, tra cui Avaya. Scegliendo IPnett AS, sarà possibile incontrare consulenti certificati con un’ampia esperienza nel settore. Sarà anche disponibile un team di persone competenti, creative ed entusiaste.

COSA DICONO I CLIENTI
“Possiamo accendere e spegnere l’Enterprise Fabric quando vogliamo, senza che influisca su nulla, se non lo desideriamo. Possiamo implementarlo sulla vecchia rete, lasciarlo funzionare, verificare che tutto proceda bene e poi effettuare il cambiamento.”

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  • Espen Holthe

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